IL MUSICISTA

IL MAESTRO ED IL DISAGIO
DELL'EPOCA IN CUI VISSE

Difficile e problematica ma piena di interessi sotto il profilo storico e culturale fu l’epoca in cui visse il travagliato compositore.

Il 1860 è l’anno dell’Unità Nazionale che apre una serie di gravi problemi e conflitti politici e sociali.
La nuova realtà non era tale da soddisfare gli entusiasmi e le speranze concepiti nelle lotte di liberazione, del resto le vie attraverso le quali l’Unità Nazionale era stata attuata , erano ben diverse da quelle a lungo auspicate e il diffuso senso di delusione aumenta, quando il nuovo regime si manifesta incapace al rinnovamento politico e civile fiduciosamente atteso.


Eppure, nelle divergenze sociali e politiche che la neonata nazione presenta si stanno gettando le basi per uno sviluppo economico con una borghesia che vuole adeguarsi alle altre borghesie europee, con scelte culturali che propendono per lo spettacolo divertissement.
E’ in questo clima che nasce a Milano la tumultuosa esperienza letteraria della "Scapigliatura " che influenzerà anche pittura e musica.
Anche se nel giro di pochi lustri esaurì gran parte delle proprie possibilità è stato il movimento artistico di reazione contro una certa cultura nazionale che rappresentava il romanticismo e il risorgimento che avevano contribuito ad alimentare tante speranze ed illusioni fallaci.

Ciò chiarisce l’apparente paradosso per cui il primo movimento culturale dell’Italia Unita esprime non l’esaltazione della Vittoria con un rinnovato impegno civile degli scrittori, ma l’insoddisfazione (che resta molto spesso solo a livello superficiale) lo sconforto più cupo e la volontà di evadere da una realtà nazionale, concordemente giudicata meschina, grigia ed opprimente per rielaborare con valori propri gli indirizzi culturali ed estetici provenienti da altre nazioni occidentali, dai quali si sentono esclusi.
Lo scontro fra una cultura nostrana e il terrore del provincialismo è una caratteristica costante del fenomeno della Scapigliatura, dalla quale Amilcare Ponchielli venne coinvolto ed influenzato, anche per la profonda amicizia con librettisti-letterati, che di quel rinnovamento culturale furono i portavoce.

Nella sua musica Ponchielli incarna benissimo lo scontro e il dualismo fra l’orientamento culturale d’impronta romantico-manzoniana-verdiana (contaminato dal divertissement grandoperistico francese) ed i nuovi atteggiamenti scapigliati dove, l’ala più sofisticata ed intellettuale si distinse nel propugnare l’ingresso della musica e del dramma tedesco.

Un altro fattore con cui Ponchielli dovette fare i conti nell’epoca scomoda in cui operò, fu la ripresa della musica strumentale in Italia dopo un secolo di declino; ripresa vista sempre nella volontà di allineamento alle civiltà europee.

A fomentare le polemiche fra vecchia e nuova cultura erano anche gli interessi delle Case Editrici che esprimevano le loro opinioni pro o anti straniere su giornali e riviste specializzate.
La casa Lucca pubblicando e diffondendo Wagner in Italia , non tanto per una scelta culturale ma per contrapporre editorialmente il compositore tedesco a Giuseppe Verdi , a Ponchielli ed altri appartenenti alla Casa Ricordi e tra queste, va ricordata anche la Casa Sonzogno che contribuì anch’essa alle discussioni.

La consapevolezza dunque di vivere in un’epoca travagliata e di cambiamenti culturali crea in Ponchielli un disagio continuo , rilevabile nelle sue lettere e nella sua musica che ne fanno uno dei musicisti più sofferti del melodramma ottocentesco.

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